FAIR ha introdotto il concetto di Green-Aware AI per studiare sistemi di intelligenza artificiale che non siano ottimizzati esclusivamente per accuratezza e prestazioni, ma anche per obiettivi di sostenibilità sociale, economica e ambientale. In questa prospettiva, la dimensione “green” deve essere integrata sin dalle fasi di progettazione, in modo che modelli e algoritmi siano coerenti con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e possano contribuire concretamente al loro raggiungimento.
Il tema della sostenibilità dell’AI è oggi particolarmente rilevante anche per il suo impatto energetico, legato all’utilizzo di infrastrutture sempre più complesse, come data center ad alta densità di acceleratori e GPU, che possono superare i 100 MW di potenza e consumare annualmente energia paragonabile a quella di circa 100.000 abitazioni.
La Green-Aware AI ha rappresentato il focus dello spoke coordinato dall’Università della Calabria, con la partecipazione di ICAR-CNR, ma contributi significativi sui temi della sostenibilità sono stati sviluppati anche dagli altri spoke del progetto.
In questo contesto, FAIR ha ottenuto risultati rilevanti, tra cui lo sviluppo di sistemi più efficienti e interpretabili, modelli leggeri adatti a contesti con risorse limitate, strumenti per la stima dei consumi energetici, approcci neuro-simbolici e soluzioni applicative in ambiti come smart cities, industria e gestione intelligente dell’energia. Nel complesso, la Green-Aware AI si configura non solo come una linea di ricerca, ma come una visione dell’intelligenza artificiale orientata a un’innovazione responsabile e a una trasformazione digitale più equa, robusta e sostenibile.


